Implementing Calendar Provisioning: Rules and Impacts

Coordinatori: Leonardo Bellucci (Banca MPS) e Andrea Resti (Università Bocconi)

Coordinamento e supporto organizzativo: CRIF

 

Premessa  

L’accumulo di attività deteriorate nei bilanci delle banche a seguito della crisi finanziaria e delle conseguenti ricadute sull’economia reale ha reso necessaria l’assunzione, sia in ambito normativo che di vigilanza, di un ampio spettro di interventi finalizzati ad alleggerire l’entità ed il peso relativo degli stock di NPL, con l’obiettivo primario di rendere strutturalmente più resiliente il sistema finanziario.

Nell’ambito delle azioni poste in essere, una delle principali è il c.d. “calendar provisioning” (o “backstop”) che sollecita l’adozione di approcci comuni finalizzati al raggiungimento tempestivo di livelli minimi di accantonamento. Simili misure prudenziali dovrebbero contribuire al rafforzamento dei bilanci bancari permettendo agli intermediari di tornare a concentrarsi sulle attività “core” ed in particolare sul finanziamento dell’economia.

La normativa e le aspettative di vigilanza in tema di calendar provisioning si basano principalmente su:

  • regolamento UE n. 630/19 approvato dal Parlamento Europeo nel mese di aprile 2019
  • addendum to the ECB Guidance on NPLs pubblicato nel marzo 2018
  • communication on Supervisory coverage expectations for NPEs del 22 agosto 2019

A ciò si aggiungono le comunicazioni ricevute dalle principali banche italiane nell’ambito del Supervisory Dialogue SREP 2018 contenenti istruzioni finalizzate all’applicazione del “calendar provisioning” sugli stock NPL generati prima della pubblicazione dell’Addendum to the ECB Guidance on NPLs.

L’effetto delle regole in materia di “calendar provisioning” è amplificato dall’interazione con altre normative che incidono direttamente e/o indirettamente sui crediti deteriorati o sulle variabili che ne determinano l’emersione (ad esempio: “nuova definizione di default”).

I vincoli di copertura minima degli NPL comportano esigenze di chiarimenti sull’interpretazione dei nuovi requisiti, di adeguamento e estensione dei processi di misurazione dei rischi, di valutazione delle potenziali ricadute strategiche.

Le nuove regole non modificano soltanto l’approccio alla gestione (ordinaria e straordinaria) degli NPL, ma anche, più a monte, la formulazione dei criteri delle policy creditizie. Esse richiedono inoltre approfondimenti di natura metodologica e operativa, finalizzati a garantire un’applicazione efficace e pienamente “compliant”, senza però introdurre inutili elementi di penalizzazione e double counting.

 

Programma di lavoro 

Risulta pertanto opportuno costituire un tavolo di confronto che affronti le ricadute tecniche, operative e strategiche del “calendar provisioning” sintetizzando in un position paper rischi ed opportunità di tale strumento.

Per questo motivo, AIFIRM dà avvio a una nuova Commissione Tecnica, con l’intento di affrontare, per quanto possibile, i seguenti aspetti:

  • ricognizione del corpo normativo e identificazione delle potenziali criticità in termini di correttezza metodologica e operativa;
  • identificazione degli effetti (anche organizzativi) del “calendar provisioning” sulla gestione ordinaria e strategica dei NPL;
  • valutazione degli impatti diretti ed indiretti sull’attività creditizia ordinaria;
  • analisi degli impatti prudenziali e delle ricadute sui processi Pillar 1 e Pillar 2;
  • studio degli effetti derivanti dall’interazione con altre normative o aspettative di vigilanza, a partire da quelle afferenti le attività deteriorate;
  • impatti dell’introduzione del “calendar supervisory dialogue” e possibili strumenti quantitativi di supporto, anche basati su metodologie innovative;
  • effetti sulla disciplina di mercato e la rendicontazione Pillar 3

Il perimetro e l’organizzazione dei lavori verranno decisi nel corso della riunione di avvio dei lavori (“kick-off”)