L’integrazione dei fattori ESG nella valutazione del rischio di credito

Coordinatori. Paolo di Biasi (Intesa Sanpaolo), Andrea Resti (Università Bocconi), PMO: CRIF

Contesto

Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione delle organizzazioni internazionali verso la finanza sostenibile, intesa come strumento per creare valore nel lungo periodo.

Dal punto di vista regolamentare, la Commissione Europea ha alimentato l’interesse per il tema e delineato una roadmap ambiziosa in termini di obiettivi per i prossimi anni, attraverso l’emanazione di un piano d’azione sulla finanza sostenibile finalizzato a:

  • stabilire un sistema di classificazione UE per le attività sostenibili;
  • creare standard e etichette per la finanza verde;
  • favorire gli investimenti in progetti sostenibili;
  • incorporare la sostenibilità nella consulenza finanziaria;
  • sviluppare parametri e misure oggettive di “sostenibilità”;
  • integrare meglio la sostenibilità nelle valutazioni finanziarie;
  • promuovere best practices tra gli investitori istituzionali e i gestori di patrimoni;
  • incorporare la sostenibilità nei requisiti prudenziali;
  • rafforzare l’informativa di bilancio e al mercato sulla sostenibilità;
  • favorire una corporate governance “sostenibile” e attenuare l’enfasi dei mercati dei capitali sui soli risultati a breve termine.
  • Nell’ambito di questo piano d’azione:
  • l’EBA, attraverso il proprio “Action plan on sustainable finance” ha definito una roadmap che entro il 20205 prevede la regolamentazione dell’integrazione dei fattori ESG all’interno del business model e del risk management delle banche, la definizione di requisiti di vigilanza prudenziale nonché criteri di disclosure;
  • sempre l’EBA,  nelle proprie “Linee guida in materia di origination e monitoring dei crediti” ha inserito, nell’ambito degli standard volti a migliorare concessione e monitoraggio dei crediti, anche i rischi ambientali, sociali e di governance, invitando le banche a definire processi e modalità di gestione dei green lending (“Institutions should incorporate ESG factors and associated risks in their credit risk appetite and risk management policies, credit risk policies and procedures, adopting a holistic approach”);
  • la Commissione Europea ha emanato una “tassonomia” (“EU taxonomy”) finalizzata a creare una classificazione delle attività economiche sostenibili, ovvero che contribuiscono positivamente all’ambiente, su aspetti sociali e di governance;
  • la BCE ha diffuso una propria “Guida sui rischi climatici e ambientali” che espone le aspettative di vigilanza in materia di gestione di tali rischi e di informativa.

Infine, recentemente, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha dichiarato l’importanza di utilizzare il Green Deal europeo come «navigatore» nella ripresa post Covid-19. La «Green Recovery» appare dunque destinata a essere valorizzata come opportunità per uscire dalla crisi pandemica ricostruendo il sistema economico per renderlo resiliente e sostenibile.

Tale contesto acuisce l’esigenza, per gli intermediari finanziari, di incrementare i propri sforzi in materia di prodotti e iniziative di finanza sostenibile, considerando i fattori ESG (Environmental, Social, Governance) come nuovo elemento di valutazione del rischio di credito.

 

Obiettivo della commissione

L’obiettivo della commissione è mettere in luce i profili, le informazioni e le azioni che gli intermediari finanziari dovrebbero considerare nella definizione e nella valutazione dei prodotti finanziari “sostenibili”, nonché delle imprese che intraprendono scelte legate all’ambiente, agli aspetti sociali e alla governance.

Un primo obiettivo potrebbe essere l’esame del quadro regolamentare, ancora fluido ed oggetto di possibili differenti interpretazioni. Il Position Paper potrebbe inoltre affrontare i seguenti temi:

  • l’evoluzione del framework di risk governance alla luce dei fattori ESG;
  • l’evoluzione dei modelli interni di analisi del rischio di credito (attraverso l’integrazione di uno “score ESG” e la verifica dell’incidenza di quest’ultimo sul rischio di default e/o di recupero);
  • l’integrazione dei fattori ESG nelle policy di erogazione e monitoraggio (anche alla luce delle indicazioni fornite da EBA e BCE).

 

Avvio dei lavori

La riunione di avvio dei lavori (“kick-off”) avrà luogo martedì 27 ottobre 2020, in videoconferenza. Gli interessati sono pregati di iscriversi con una mail a amministrazione@aifirm.it. Si ricorda che la partecipazione ai lavori è riservata ai soli soci AIFIRM.