Commissione DORA – Dalla conformità su carta alla resilienza operativa reale

    Coordinatori: Veruska Orio (Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking), Silvio Ranise (Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler); PMO: PwC; supervisione a cura di Corrado Meglio (Vicepresidente AIFIRM).

    Il kick-off è previsto per il 29 giugno 2026 alle ore 18:00.

    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    L’entrata in vigore del Regolamento DORA ha rappresentato un punto di svolta nel rafforzamento della resilienza operativa digitale: il passaggio da best practice di gestione e protezione a requisiti normativi, la visione basata su un approccio integrato alla gestione del rischio, nonché la definizione di strumenti di governo delle Terze Parti hanno posto le basi per innalzare la resilienza operativa dell’intero ecosistema rispetto a scenari anche particolarmente disastrosi. Il ruolo centrale della resilienza operativa digitale non è confinato al settore finanziario, ma si estende – per mezzo della direttiva Network and Information Security (NIS2) e suoi recepimenti – a numerose società operanti in diversi settori e che, spesso, forniscono servizi agli istituti finanziari, configurandosi quindi come loro Terze Parti.

    Inoltre, la resilienza operativa è al centro delle attività ispettive delle Autorità, come testimoniato dall’integrazione degli elementi del Regolamento DORA all’interno del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), dal primo Cyber Resilience Stress Test del 2024 e dal nuovo Geopolitical Risk Stress Test del 2026.

    In tale contesto si inserisce la Commissione AIFIRM che si propone di supportare gli istituti finanziari e le relative Terze Parti nel perseguire e attuare la resilienza operativa digitale, in un momento in cui il regolamento DORA è in vigore da più di un anno e le attività per quella che definiremo “operazionalizzazione” dello stesso sono ancora in corso. In particolare, la Commissione favorirà il confronto tra operatori di settore ed esperti tecnologici per definire e condividere strumenti concreti e “pronti all’uso” utili alla gestione dei seguenti ambiti:

    • governo effettivo della resilienza operativa digitale delle Terze Parti utilizzate dagli istituti finanziari;
    • adozione del paradigma resilience by design all’interno delle organizzazioni;
    • esecuzione di attività di testing avanzate secondo l’approccio threat-led penetration testing;
    • l’adozione di una cultura della resilienza all’interno delle organizzazioni come alleato imprescindibile per una resilienza efficace;
    • attivazione di Key Resilience Indicator per misurare e rendicontare l’effettiva postura in termini di resilienza.

    Il lavoro avrà anche lo “sguardo al futuro”, per trattare i rischi e la relativa necessità di resilienza derivanti dalle evoluzioni geopolitiche e tecnologiche con impatti sull’operatività e in linea con lo spirito di continuo adattamento del regolamento DORA.

    COMMISSIONE DIGITAL ASSET E MERCATI FINANZIARI DIGITALI

    COMMISSIONE DIGITAL ASSET E MERCATI FINANZIARI DIGITALI

    Coordinatori: Umberto Cherubini (Università di Bologna), Giovanni Della Lunga (Università di Bologna), Carlo Frazzei (Banca Sella Holding), Marco Bianchetti (IntesaSanPaolo), Andrea Prampolini (IntesaSanPaolo); PMO: DELOITTE, supervisione a cura di Corrado Meglio (Vicepresidente AIFIRM).

    Il kick-off è previsto per il giorno 23 giugno 2026 ore 18:00

    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    Il rapido sviluppo dei Digital Asset, degli Asset Tokenizzati, delle infrastrutture basate su Distributed Ledger Technology (DLT) e dell’Intelligenza Artificiale applicata agli investimenti rappresentano solo alcune delle fattispecie che stanno trasformando l’assetto dei mercati finanziari.

    Nell’attuale contesto di mercato, caratterizzato da un aumento costante dei volumi di tali strumenti negoziati sul mercato, le istituzioni finanziarie sono chiamate ad adeguare i propri processi operativi alle specificità dei Digital Asset e dei mercati finanziari digitali, nonché alle direttive della normativa di riferimento, in progressiva armonizzazione.

    L’introduzione di normative, come i regolamenti europei MiCA (Market in Crypto-Assets Regulation) e la CRR3, rappresenta un importante passo verso una maggiore uniformità e standardizzazione di processi e attività degli intermediari finanziari relativamente agli asset digitali. Questa transizione risulta particolarmente rilevante se si considera che fino a pochi anni fa l’esposizione verso questi strumenti nei portafogli era ancora molto limitata.

    Il perimetro della Commissione si articolerà in un percorso che, a partire dal ruolo della standardizzazione quale abilitatore della transizione verso i mercati degli asset digitali, analizzerà l’evoluzione di tali strumenti e dei processi di tokenizzazione, considerandone le dinamiche di mercato, inclusi gli aspetti di market making ed il contributo degli standard di mercato. Verrà, quindi, approfondito il ruolo delle stablecoin anche in relazione alle Central Bank Digital Currencies (CBDC), ed alla luce degli sviluppi regolamentari. L’analisi si estenderà alle infrastrutture di mercato, con focus su governance, interoperabilità, e implicazioni in termini di regolamento e liquidità. Completerà il quadro una valutazione dei principali profili di rischio e del contesto regolamentare internazionale, per concludere con una riflessione prospettica sulle traiettorie evolutive del mercato nel medio periodo.

    Il focus sarà sui rischi sottesi. Infatti, la transizione verso la digitalizzazione dei mercati finanziari amplifica ancor più la centralità dei temi di gestione dei rischi finanziari e non finanziari. In questo contesto, la standardizzazione – anche attraverso framework come la Bond Data Taxonomy (BDT) – diventa uno strumento fondamentale per un’efficace identificazione e misurazione dei rischi legati agli strumenti digitali. La crescente diffusione degli asset digitali introduce, quindi, nuove fonti di rischio operativo, tecnologico e di liquidità, da cui deriva la necessità di utilizzare metriche di rischio più evolute ed accurate. Allo stesso tempo, l’emergere di stablecoin, moneta bancaria commerciale tokenizzata e CBDC, ridefinisce i rischi legati al regolamento, introducendo nuove tipologie di rischio. Gli obiettivi della Commissione non si limiteranno ad una mera descrizione delle trasformazioni in atto, ma ci si propone di delineare le basi per un framework di riferimento per gli intermediari finanziari, capace di guidare – attraverso l’interpretazione delle normative in essere e l’evoluzione delle prassi di mercato – un primo livello di armonizzazione dei processi, delle metodologie, dei modelli operativi, di identificazione e monitoraggio dei rischi legati ai Digital Asset. L’obiettivo finale sarà la definizione di prassi operative e chiavi interpretative che possano risolvere gli eventuali disallineamenti tra gli operatori di mercato e facilitare il dialogo con le autorità di Vigilanza.

      COMMISSIONE AI RISK GOVERNANCE: Dalla compliance alla creazione di valore

    Coordinatori: Floricel Rugiero (AIFIRM); Paola Schwizer (Università di Parma); PMO: PROTIVITI, supervisione a cura di Corrado Meglio (Vicepresidente AIFIRM).

    Il kick-off è previsto per il giorno lunedì 20 aprile ore 18:00

    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    Negli ultimi anni, la rapida diffusione di strumenti di Artificial Intelligence, e in particolare di sistemi di AI avanzata e Generative AI, ha posto nuove e rilevanti sfide in termini di governance, gestione dei rischi, responsabilità e conformità normativa, non solo per il settore bancario e finanziario, ma anche per le imprese non finanziarie operanti in una pluralità di settori economici. L’adozione crescente di soluzioni di AI a supporto dei processi decisionali, operativi e di controllo rende necessario un presidio strutturato e consapevole, capace di bilanciare innovazione, affidabilità e tutela degli stakeholder. 

    L’attuale assetto regolatorio (avviato in Europa con il Regolamento 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, noto come AI Act) richiede agli operatori l’adozione di modelli di governance degli strumenti di AI fondati su un approccio risk-based. In tale contesto, diventa centrale la capacità di individuare, mappare, classificare, monitorare e governare l’intero ciclo di vita dei sistemi di AI, assicurando trasparenza, tracciabilità, robustezza dei dati e accountability delle scelte.

    Alla luce di tale contesto, la Commissione AIFIRM sulla Governance degli Strumenti di AI si propone di supportare intermediari finanziari e imprese non finanziarie nella definizione e nell’evoluzione di un framework di governance e risk oversight dei sistemi di AI, favorendo il confronto tra operatori, funzioni di controllo, esperti tecnologici e regolatori, e contribuendo allo sviluppo di linee guida operative e soluzioni applicative:

    • coerenti con i principi e i requisiti dell’AI Act e delle ulteriori fonti normative;
    • sostenibili dal punto di vista organizzativo, operativo e tecnologico;
    • orientate a un utilizzo responsabile, trasparente e affidabile dell’AI;
    • integrate nei complessivi framework di risk management, compliance e controllo interno.

    In particolare, l’attività della Commissione si concentrerà sui seguenti ambiti di approfondimento:

    • contesto regolamentare, aspettative di vigilanza e principi di standard setters, attraverso l’analisi dei requisiti inerenti all’approccio risk based nello sviluppo, adozione e utilizzo di strumenti AI con un focus sulle linee guida per la loro classificazione fondata sul livello di rischio, sugli obblighi per i sistemi ad alto rischio, sui principi di governance gestione e monitoraggio, nonché delle interazioni con altri framework normativi (es. GDPR, governance ICT, modelli di controllo interno) e delle principali implicazioni per intermediari finanziari e imprese non finanziarie;
    • governance e accountability degli strumenti di AI, con focus su ruoli e responsabilità, processi decisionali, policy interne, meccanismi di approvazione e di escalation;
    • adozione, governata e supervisionata, di strumenti AI all’interno delle aziende, includendo panoramiche relative a business case, analisi costi-benefici e trattazione della ri-progettazione dei processi secondo il principio “AI-First”
    • mappatura degli strumenti di AI, finalizzata all’identificazione sistematica delle soluzioni di AI utilizzate all’interno dell’organizzazione, lungo i diversi processi aziendali e le diverse funzioni;
    • classificazione del rischio dei sistemi di AI, in linea con l’approccio risk-based dell’AI Act, includendo criteri di valutazione del rischio intrinseco, dell’impatto su persone e processi e del livello di criticità operativa;
    • monitoraggio e controllo dei sistemi di AI, con riferimento a performance, robustezza, bias, drift dei modelli, explainability e affidabilità nel tempo, inclusa la verifica continua del grado di soddisfacimento delle esigenze degli utenti;
    • data governance a supporto dell’AI, includendo qualità dei dati, tracciabilità delle fonti, disclosure e conoscibilità dei dataset di training e testing, protezione dei dati personali e sicurezza delle informazioni;
    • evoluzione degli strumenti operativi e dei presidi di controllo, valutando il contributo delle soluzioni tecnologiche e dei framework metodologici necessari a garantire un utilizzo dell’AI conforme, etico e coerente con gli obiettivi di business e di rischio;
    • programmi di AI Literacy con specifico riferimento sia all’utilizzo all’interno delle proprie attività lavorative, sia alla consapevolezza dei rischi e della conformità ai requisiti normativi.

    Il lavoro farà espliciti richiami sia a fonti regolatori e normative attualmente in vigore (es. AI Act) che di prossima pubblicazione (es. Digital Omnibus), con focus sui principali presidi richiesti per i sistemi di AI ad alto rischio dall’AI Act, tra cui: sistemi di risk management (art. 9), data governance e qualità dei dataset (art. 10), documentazione tecnica e tracciabilità (artt. 11–12), trasparenza e informazione agli utenti (art. 13), sorveglianza umana (art. 14), accuratezza, robustezza e cybersecurity (art. 15), nonché monitoraggio post-deployment e obblighi di reporting.

    Sarà inoltre proposta, ove possibile, una declinazione settoriale dei requisiti di governance dell’AI, con un’analisi comparata delle implicazioni per intermediari finanziari e imprese non finanziarie, tenendo conto delle specificità dei modelli di business, dei processi decisionali supportati dall’AI e dei diversi profili di rischio operativo, reputazionale e legale. Il paper prodotto dalla Commissione intende fornire elementi teorici e strumenti operativi per l’attivazione di un assetto di AI risk governance, anche attraverso la definizione di framework organizzativi, checklist operative, casi e best practice, inerenti all’organizzazione, alle attività, alla gestione di un portafoglio di strumenti AI integrato nei processi decisionali, operativi e di governo.

    COMMISSIONE GOVERNANCE E RISK OVERSIGHT NELL’ERA DELLA GEN-AI

    Controlli di 2° livello sul credito ed applicazioni AI

    Coordinatori: Giacomo De Laurentis (Università Bocconi), Stefano Biondi (Banca Mediolanum), PMO: Alessandra Mazziotti Di Celso (Deloitte), supervisione a cura di Corrado Meglio (Vicepresidente AIFIRM).

    Negli ultimi anni, il rafforzamento delle aspettative regolamentari in materia di controlli di secondo livello ha progressivamente evidenziato il ruolo centrale di tali presidi all’interno del complessivo framework di Risk Management, in particolare con riferimento al rischio di credito. Le Linee Guida EBA su Origination e Monitoring (2021) e le più recenti attività ispettive (OSI) hanno accelerato la richiesta di un’evoluzione sostanziale dei modelli di controllo, orientandoli verso framework:

    •        più strutturati, formalizzati e supportati da un’adeguata tracciabilità delle evidenze;

    •        pervasivi lungo l’intero ciclo di vita del credito;

    •        capaci di esercitare un challenge effettivo nei confronti del business;

    •        dotati di processi robusti di follow-up e remediation delle anomalie.

    In questo contesto, le nuove tecnologie e, in particolare, la Generative AI, si configurano come potenziali abilitatori strategici per l’evoluzione dei controlli di secondo livello, offrendo opportunità rilevanti in termini di efficacia, efficienza e sostenibilità operativa. Alla luce di quanto rappresentato, la Commissione AIFIRM si propone di supportare l’evoluzione dei controlli di secondo livello sul credito, favorendo il confronto tra operatori del settore e contribuendo alla definizione di linee guida operative e spunti pratici:

    •        coerenti con le aspettative regolamentari;

    •        sostenibili sul piano organizzativo, operativo e tecnologico;

    •        orientate a modelli di controllo efficaci e scalabili.

    In particolare, l’attività della Commissione si concentrerà sui seguenti ambiti di approfondimento:

    •        contesto e aspettative di Vigilanza, con analisi dei principali requisiti/aspettative regolamentari e delle criticità riscontrate nei modelli di controllo attualmente adottati dagli intermediari Significant e Less Significant;

    •        evoluzione del framework operativo dei controlli di secondo livello, con focus su tipologia e perimetro dei controlli, governance del processo complessivo di controllo e follow up, interazione con le funzioni di business;

    •        evoluzione degli strumenti operativi, con valutazione del contributo degli abilitatori tecnologici – inclusa la Generative AI – e dei presidi necessari a garantirne un utilizzo consapevole e coerente;

    •        survey sull’applicazione della Generative AI nei controlli di secondo livello sul credito presso di banche italiane e internazionali, finalizzata a censire, analizzare e confrontare i principali use case di utilizzo delle nuove tecnologie a supporto dei presidi di controllo.

    Il kick-off è previsto il 31 Marzo 2026 alle ore 18

    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    COMMISSIONE SGR LIQUIDITY RISK

    Il rischio di liquidità all’interno del framework di Risk Management delle SGR

    Coordinatori: Elisabetta Gualandri (Università di Modena e Reggio Emilia), Emilio Barucci (Politecnico di Milano), Annalisa Lazzini (Generali AM)
    PMO: KPMG, supervisione a cura di Corrado Meglio (Vice Presidente AIFIRM)

    Dopo la Commissione SgR Risk focalizzata sull’integrazione dei rischi di sostenibilità all’interno del framework di Risk Management delle SGR, la nuova commissione abbraccerà il perimetro del Rischio di Liquidità definito come l’incertezza, derivante dalle operazioni aziendali, dagli investimenti proprietari o dalle attività di finanziamento, sulla capacità della Società di adempiere agli obblighi di pagamento in modo completo e tempestivo, in un contesto attuale o di stress.

    In tale ambito risulta di fondamentale importanza il ruolo assunto dalle Società di Gestione del Risparmio (SGR) per quanto concerne l’integrazione di tale fattispecie di rischio nei processi decisionali e negli assetti organizzativi e operativi. Verranno sviluppate, quindi,  analisi puntuali su tutti gli aspetti della suddetta categoria di rischio, sulla misurazione, sugli impatti sugli investitori e\o sulle diverse tipologie di portafoglio (distinguendo i Profili operativi del rischio di liquidità per gli UCITS vs FIA) e sul suo governo all’interno del framework di gestione di una SgR.

    In particolare, si partirà dal quadro normativo di riferimento, alla luce anche dei recenti orientamenti ESMA che impongono ai gestori la selezione e l’utilizzo di specifici Liquidity Management Tools (LMTs) al fine di mitigare il rischio di crisi di liquidità sui mercati e tutelare gli investitori da impatti negativi derivanti da flussi di rimborso elevati e/o improvvisi. Verranno quindi introdotte le definizioni attinenti ai rischi di liquidità e come questi impattino sui prodotti e servizi istituiti e gestiti dalle SGR. Saranno presentati i framework metodologici attinenti la gestione del rischio di liquidità da parte delle SGR, mettendo in evidenza punti di contatto e differenze rispetto alla gestione della stessa tipologia di rischio in ambito bancario.

    La Commissione avrà come obiettivo un position paper in cui si descriveranno le modalità di integrazione di tale rischio all’interno del framework di Risk Management di una SGR, nonché nell’ambito del Risparmio Gestito.

    Il kick-off è previsto l’11 Marzo 2026 alle ore 18

    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    COMMISSIONE MODEL RISK MANAGEMENT

    La trasformazione e le sfide della Model Governance nel nuovo contesto dei rischi emergenti e dei modelli di Intelligenza Artificiale.

    Coordinatori: Rosita Cocozza (Università Federico II), Rita Gnutti (Intesa Sanpaolo), PMO: Stefano Romano (Prometeia), supervisione a cura di Corrado Meglio (Vice Presidente AIFIRM)

    Gli intermediari finanziari, dopo essersi confrontati con l’avvio della Model Governance, devono gestirne la profonda trasformazione dovuta all’evoluzione della normativa di riferimento, delle nuove prassi di mercato, della pressione della Vigilanza e delle nuove metodologie.
    La Commissione parte dal position paper AIFIRM dal titolo “Model Risk Management, le prassi e il modello a tendere” (marzo 2021) e ne estende ed aggiorna i contenuti a fronte delle evoluzioni del panorama dei modelli di rischio con particolare riferimento agli impatti derivanti dalle nuove tecniche di Intelligenza Artificiale e dei rischi emergenti.
    Con un approccio operativo e orientato all’innovazione, la Commissione concentrerà i propri lavori sui seguenti temi chiave:
    • gli impatti dei modelli di AI sulla Model Governance analizzando le nuove sfide introdotte dagli advanced analytics in un contesto di crescente pervasività nei processi aziendali;
    • l’estensione della Model governance ai rischi emergenti con particolare attenzione alle specificità metodologiche, organizzative e di controllo richieste da modelli in via di strutturazione;
    • la definizione del Model Risk Appetite sull’intero perimetro dei modelli, attraverso metodologie coerenti e integrate: metriche, soglie, meccanismi di escalation, correlazione con i KRIs, mappatura dei rischi, criteri di priorità dei modelli e collegamento con ICAAP e RAF;
    • la valutazione di un set strutturato di Key Performance Indicators (KPI) volto a misurare l’efficacia della Model Governance, includendo le metriche di processo, di qualità e di compliance.
    La Commissione si pone gli obiettivi di aggiornare gli standard per gestire modelli opachi, non deterministici, altamente dinamici, strutturando un framework di controllo robusto rispetto alla nuova generazione di modelli, di allineare il rischio modello al framework di Risk Appetite aziendale ed, infine, di supportare l’evoluzione del framework da compliance-based a performance-based, permettendo di misurare in modo oggettivo il livello di robustezza, maturità ed efficienza dei propri processi di gestione dei modelli.

    Il kick-off è previsto il 25 Marzo 2026 alle ore 18
    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    COMMISSIONE IRRBB

    Il nuovo quadro regolamentare IRRBB: stato dell’arte, criticità applicative, questioni aperte e sfide gestionali

    Coordinatori: Igor Gianfrancesco (Università degli studi di Bari Aldo Moro), Gennaro Salzano (Intesa Sanpaolo), PMO: PROMETEIA, supervisione a cura di Corrado Meglio (Vice Presidente AIFIRM)

    A circa un anno dall’entrata in vigore del nuovo quadro normativo di vigilanza prudenziale sul rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario (IRRBB), la Commissione ha l’obiettivo di approfondire, in un’ottica operativa, le numerose criticità applicative e le questioni aperte che stimolano ulteriori approfondimenti sia sotto il profilo metodologico che gestionale.

    Tra queste, si segnalano – a titolo esemplificativo – le differenti ipotesi sottostanti i due approcci regolamentari (EVE e NII), la presenza di disallineamenti tra normative e prassi operative, nonché la corretta implementazione all’interno dei sistemi interni di risk management di alcuni elementi specifici del rischio di tasso, quale il rischio base, ed il rischio di spread creditizio (CSRBB).

    Si rileva, inoltre, una crescente adozione, anche da parte di banche di piccole e medie dimensioni, di modelli comportamentali per la rappresentazione dei depositi a vista che integrano il fenomeno della scenario dependency al fine di assicurare una maggiore coerenza tra metodologia e requisiti regolamentari, nonché una più realistica rappresentazione della componente core. L’utilizzo di tali modelli richiede tuttavia l’adozione di un processo di convalida formale e una valutazione specifica del rischio di modello, in linea con quanto previsto dalle Linee guida EBA/GL/2022/14. Di particolare rilievo è, in tale ambito, la relazione tra il rischio di modello, le prove di stress e la valutazione dell’adeguatezza patrimoniale, con conseguente calibrazione del capitale interno.

    Per quanto attiene ai modelli comportamentali per il prepayment degli impieghi, la diffusione risulta ancora limitata; la loro adozione, ove rilevante per materialità, potrebbe però consentire una rappresentazione più fedele del profilo di rischio complessivo della banca.

    Infine, un ulteriore ambito di interesse è costituito dall’eventuale impiego di strategie di copertura (hedging), volte a mantenere gli indicatori IRRBB entro le soglie previste dai Supervisory Outlier Tests (SOTs). In questo contesto, assume particolare rilevanza la frequente correlazione inversa tra i risultati derivanti dagli approcci EVE e NII, che rende necessaria una gestione integrata e consapevole del profilo di rischio complessivo.

    La Commissione intende affrontare le tematiche sopra citate con un taglio pratico e operativo, approfondendo le criticità già emerse e affrontando ulteriori aspetti che saranno proposti dalle banche partecipanti o che potranno emergere nel corso dei lavori del costituendo tavolo tecnico. Nel quadro delle attività della Commissione sarà inoltre avviata una survey, volta a mappare lo stato di avanzamento dell’adozione del nuovo framework IRRBB, le principali difficoltà operative riscontrate e le soluzioni adottate internamente ritenute più efficaci.

    Il kick-off è previsto il 21 Ottobre 2025 alle ore 18

    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    COMMISSIONE CREDIT ESG

    Implicazioni strategiche ed operative nell’erogazione del credito alla luce delle recenti normative ESG

    Coordinatori: Monica Billio (Università Ca’ Foscari Venezia), Guido Genero ed Elena Kral (Intesa Sanpaolo), PMO: PwC,  supervisione a cura di Corrado Meglio (Vice Presidente AIFIRM)

    La Commissione ESG-Credito di AIFIRM nasce con l’obiettivo di approfondire le implicazioni strategiche e operative che le recenti normative ESG (CRD VI, CRR III, CSRD, CSDDD) e le Linee Guida EBA introducono in ambito creditizio, e di fornire alle banche italiane strumenti e indicazioni utili per l’adattamento delle strategie di erogazione, allocazione e monitoraggio del credito.

    L’oggetto principale di approfondimento saranno proprio le Linee Guida EBA/GL/2025/01 sulla gestione dei rischi ESG, pubblicate in forma definitiva nel gennaio 2025. Tali linee guida rappresentano un riferimento regolamentare fondamentale per l’integrazione sistematica dei fattori ambientali, sociali e di governance nei processi di gestione del rischio, concessione del credito e pianificazione strategica delle banche. La Commissione intende fornire una chiave di lettura operativa e strategica del framework proposto dall’EBA, nonché strumenti di supporto per l’adeguamento delle pratiche creditizie e organizzative del settore bancario italiano.

    La Commissione, infatti, si pone i seguenti obiettivi:

    • analizzare l’impatto delle Linee Guida EBA sulla gestione dei rischi ESG e delle analisi di scenario, con particolare attenzione alle loro ricadute sulle politiche e sulle strategie creditizie;
    • elaborare proposte per l’integrazione degli ESG risk nella definizione delle strategie settoriali e geografiche di allocazione del credito, nei processi di concessione, pricing, covenant e rating ESG e nella gestione attiva dei portafogli performing e non-performing;
    • offrire un contributo alle banche nella strutturazione di ESG Transition Plan coerente con le traiettorie di decarbonizzazione e integrabili nei piani industriali e strategici;
    • costruire un framework operativo per la scenario analysis ESG per misurare la resilienza dei portafogli creditizi (Climate Stress Test – CST), valutare l’allineamento strategico del business model (Climate Resilience Analysis – CRA) ed orientare la definizione dei limiti di concentrazione e delle metriche di RAF

    Infine, la Commissione fornirà alcuni  input preliminari finalizzati alla definizione di standard minimi per i financial materiality assessment e  le strategie di engagement per la raccolta e valutazione delle informazioni prospettiche delle imprese, necessari alla definizione di idonee strategie creditizie.

    Il kick-off è previsto il 7 Ottobre 2025 alle ore 18

    I soci possono iscriversi alla Commissione utilizzando il seguente form:

    COMMISSIONE CREDIT CONVERSION FACTOR NEL METODO A-IRB

    Coordinatore Scientifico: Giampaolo Gabbi (Università Bocconi), Coordinatori AIFIRM: Fiorella Salvucci, Emanuele Tedeschi (Intesa Sanpaolo) PMO: KPMG, supervisione a cura di Corrado Meglio (Vice Presidente AIFIRM)

    La Commissione ha l’obiettivo di investigare gli effetti delle modifiche al calcolo del Credit Conversion Factor (CCF) per le Banche che adottano il metodo A-IRB che sono state apportate in sede di recepimento di Basilea III in Europa.

    A questo scopo, la Commissione in primo luogo provvederà a ricostruire la logica di funzionamento del metodo A-IRB evidenziando le modifiche apportate nella sua implementazione europea, attraverso il Regolamento sul Capitale (CRR), le Guidelines EBA e le linee di indirizzo emanate dalla Banca Centrale Europea. Questa ricostruzione del quadro d’assieme consentirà anche di evidenziare le principali differenze rispetto ad altre giurisdizioni in cui il metodo A-IRB è parte del framework prudenziale (ad es. il Regno Unito).

    Ci si concentrerà quindi sulle modifiche introdotte dal recentissimo CRR III con riferimento al parametro di rischio CCF, dedicando specifica attenzione all’imposizione del cd. floor a 0%, già in fase di stima dei modelli (art. 182 (1)).

    Questo floor, non previsto nella filosofia originale del metodo A-IRB né apparentemente introdotto in altre giurisdizioni, si aggiunge alla prescrizione di un orizzonte “fisso” di 12 mesi nella quantificazione del parametro, e sembra penalizzare fortemente le stime di CCF per effetto dell’asimmetria nel trattamento delle occorrenze su cui i modelli sono addestrati.

    La Commissione ragionerà pertanto sulla presumibile logica alla base della modifica regolamentare ed approfondirà i suoi effetti sulle quantificazioni interne del parametro CCF, anche facendo leva sull’esperienza delle banche italiane A-IRB che in questi mesi hanno dovuto procedere a prime stime di impatto.

    Nel riportare gli effetti dell’introduzione del floor ex art 182 CRR III verrà messo in evidenza come esso, nel rendere poco affidabili i modelli interni, allontanerà certamente le misure di esposizione al default (EAD) quantificate dalle banche A-IRB dalle effettive realizzazioni.

    Verranno quindi analizzate le conseguenze negative che ne discendono per la gestione bancaria, dal disconoscimento ai fini della modellazione del CCF dell’esito delle azioni creditizie proattive (come la gestione dei margini in funzione della rischiosità dei clienti), sino alla probabile contrazione delle linee di credito messe a disposizione delle imprese, soprattutto le PMI, che costituiscono l’ossatura dell’economia italiana ed europea.

    Dopo avere portato l’evidenza della distorsione introdotta dalla modifica normativa la Commissione proverà ad individuare le possibili azioni di rimedio.

    I lavori della Commissione potrebbero essere utilizzati per rappresentare la necessità di intervento all’EBA ed alle Istituzioni europee, anche nel contesto delle riflessioni in corso sulla necessità di rilanciare la competitività delle imprese europee.

    Per iscriversi alla Commissione i soci possono compilare il form al seguente Link.