Gruppo di Lavoro: Monitoraggio e Controllo Andamentale Rischio di Credito

28 Novembre 2014

Coordinatore: Fernando Metelli

*

Dicembre 2014. Come deciso dal Gruppo di Lavoro, si avvia la revisione critica del documento prodotto e validato a giugno 2014. Con l’occasione, si è deciso di avviare un percorso congiunto con gli amici dell’AIIA (Associazione Italiana Internal Auditors) al fine di condividere i principi generali del monitoraggio sul credito, sia dal punto di vista dei controlli di secondo livello che da quello dei controlli di terzo livello.

* * * * *

Giugno 2014. Il Consiglio AIFIRM ha approvato il documento in cui è espressa la posizione associativa in merito a controllo andamentale del credito e monitoraggio.
Data l’attualità del tema e la relativa novità del modo in cui è stato posto all’interno della comunità del risk management, il position paper – proprio perchè inteso come formulazione di best practice – rappresenta un “obiettivo a tendere”: la funzione di controllo dei rischi ne modulerà l’attuazione in funzione della specifica realtà aziendale in cui opera.

Il gruppo di lavoro conviene sull’obiettivo di rivedere il lavoro entro fine anno, anche alla luce dell’esperienza attuativa maturata nel frattempo.

*   *   *   *   *

Febbraio 2014. E’ operativa la Commissione Rischio di Credito – Monitoraggio e Controllo Andamentale Rischio di Credito: elenco dei partecipanti.
Introduzione ai lavori. La Commissione nasce prendendo spunto dalle disposizioni di Vigilanza, in cui è previsto che la funzione di controllo rischi (risk management function) tra l’altro, verifichi il corretto svolgimento del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni creditizie; la prescrizione in questione rimanda all’Allegato A, par. 2 della Circ.263 (Tit.V, Cap.7).
La Commissione considera il tema in questione di particolare importanza poiché:

  • il rischio di credito è al centro dell’attenzione a causa di una congiuntura negativa protrattasi più del previsto;
  • le attività di Asset Quality Review che saranno svolte nel corso del 2014, sebbene impattino direttamente su un numero ristretto di grandi banche italiane, condizioneranno scelte e comportamenti di tutti gli intermediari creditizi;
  • il tema del monitoraggio di questo rischio è stato trattato dalle recenti nuove disposizioni di Vigilanza in materia di ”sistema dei controlli interni”;
  • si è notata una elevata eterogeneità di comportamenti e scelte organizzative, specialmente nelle banche di dimensioni medio-piccole.

Si ritiene che tutto ciò potrebbe condurre – nel momento in cui si è chiamati ad attuare la nuova normativa di Vigilanza sul sistema dei controlli Interni” – a eccessiva varietà di metriche nel sistema bancario, conseguente dispersione di responsabilità e confusione di ruoli. La Commissione esprime la convinzione che l’efficacia necessaria perché l’impresa produca redditi in continuità d’esercizio debba necessariamente basarsi sull’efficienza dei processi produttivi e sul conseguimento di adeguate economie di scala.
Va da sé che le soluzioni organizzative devono prioritariamente mirare all’aumento di efficacia dell’azione di monitoraggio, attribuendo alla funzione Risk Management i “corretti” compiti, evitando che alcuni compiti siano impropriamente svolti dalle funzioni cui spettano i controlli di primo livello. AIFIRM ritiene che l’efficacia debba essere conseguita nel ragionevole rispetto del vincolo rappresentato dai costi.
 La Commissione intende conseguire essenzialmente due obiettivi:

  1. descrivere le attività dicontrollo andamentalee dimonitoraggio del credito” associando ad entrambe i principali controlli di “primo livello” e di “secondo livello”;
  2. approfondire soluzioni attuative alla luce delle disposizioni organizzative, delineando, ove possibile, soluzioni organizzative con chiare allocazioni di responsabilità, evidenziando criticità e vincoli esistenti nelle attuali organizzazioni bancarie.

Nel conseguimento dei due obiettivi, s’intende:

  • assicurare, per quanto di competenza, la piena attuazione della normativa di Vigilanza,
  • evitare, per quanto possibile, duplicazione di attività e costi ridondanti,
  • contribuire alla razionalizzazione dei processi organizzativi incrementandone l’efficacia.

E’ fondamentale concorrere al conseguimento di un effettivo aumento della capacità di controllo del credito, nel rispetto delle indicazioni di vigilanza. In particolare, s’intende ribadire il ruolo della risk management function non come mero produttore di dati, ma come parte integrante del processo di gestione del credito: la diffusione di una corretta informazione sui fenomeni di rischio, da parte del risk management, non unicamente finalizzata a descrivere l’evoluzione del rischio e l’adeguatezza dei presidi, deve essere anche finalizzata a stimolare le unità operative ad auto-valutarsi, a rafforzare i comportamenti virtuosi e correggere quelli nocivi, anche facendo emergere best-practice interne che favoriscono un continuo miglioramento nei processi.